Una goccia nell’Oceano

Non preoccuparti dei numeri. Aiuta una persona alla volta e inizia sempre con la persona più vicina a te (Madre Teresa di Calcutta)

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno (Madre Teresa di Calcutta)

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (Mahatma Gandhi)

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo:in piedi, Signori, davanti ad una Donna. (William Shakespeare)

Quante volte nel nostro quotidiano pellegrinaggio sui social ci siamo imbattuti in queste frasi e, ovviamente, abbiamo lasciato il nostro like?

Quante volte abbiamo visto immagini di donne maltrattate, abusate, ferite ed umiliate e d’impulso le abbiamo “condivise” con i nostri amici?

Intasiamo il web con frasi ad effetto e immagini strazianti ogni 8 marzo (giornata della donna) e ogni 25 novembre (giornata contro la violenza sulle donne), ma davvero pensiamo che sia sufficiente? Che basti condividere un post su Facebook per risolvere un problema? Ogni mattina ci svegliamo con una valigia piena di “like” e di “condividi” e quando la sera la vediamo vuota ci sembra di avere compiuto la nostra missione, di aver fatto il nostro lavoro per bene, diligentemente, ad opera d’arte.

Ma non basta. Il mondo, quello reale, non ha i pulsanti “mi piace” e “condividi” .

Nel mondo reale condividere un problema vuol dire ascoltare chi quel problema lo sta affrontando e aiutarlo; vuol dire farsi carico di chi sta vivendo un disagio; vuol dire tirarsi su le maniche, sporcarsi le mani, sollevare un peso per alleggerire il carico dell’altro. 

L’istituzione delle giornate mondiali è sintomatica e serve a sottolineare un’urgenza, un bisogno impellente di diffondere un messaggio; ma deve anche servire a scuotere le nostre coscienze ed anche e soprattutto a spronare le istituzioni.

In Italia i dati sono allarmanti, manca la cultura del rispetto, della parità di genere e della non discriminazione; c’è un’emergenza che riguarda soprattutto l’educazione alla non violenza a partire dai bambini che sono il futuro e che spesso vivono situazioni di disagio proprio a causa della violenza domestica di cui sono spettatori inermi.

In questo quadro abbiamo deciso di agire, di essere goccia nell’oceano, di guardarci attorno e aiutare una alla volta le donne che richiederanno il nostro aiuto, vogliamo fortemente essere parte di quel cambiamento che auspichiamo.